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Jimi Hendrix
CAT_IMG Posted on 22/4/2008, 14:08P_QUOTE
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musicista mitico

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/11/2009, 20:01


James Marshall Hendrix (Seattle, 27 novembre 1942 – Londra, 18 settembre 1970) è stato un chitarrista e cantante statunitense. E' considerato uno dei più grandi chitarristi della storia della musica, oltre che uno dei maggiori innovatori per quanto riguarda la chitarra elettrica: durante la sua parabola artistica, tanto breve quanto intensa, si è reso precursore di molte strutture e del sound di quelle che sarebbero state le future evoluzioni del rock (come ad esempio l'hard rock) creando un'inedita fusione di blues, rhythm and blues, rock and roll psichedelia e funky.

Secondo la classifica stilata nel 2003 dal Rolling Stone Magazine è lui il più grande chitarrista di tutti i tempi.

La sua esibizione in chiusura del festival di Woodstock del 1969 è divenuta un vero e proprio simbolo: l'immagine del chitarrista che, con irriverente visionarietà artistica, suona l'inno nazionale americano in modo allucinato e distorto è entrata di prepotenza nell'immaginario collettivo musicale come uno dei punti di svolta del rock.

Hendrix è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1992.

BIOGRAFIA


L'adolescenza e gli inizi

Nacque come Johnny Allen Hendrix al King County Hospital di Seattle, nello stato di Washington, USA, da madre di origini cheyenne e padre afroamericano. Fu in seguito ribattezzato James Marshall dal padre. Il piccolo Jimi passò l'infanzia in un quartiere disagiato ed ebbe l'infanzia funestata dal divorzio dei suoi genitori, avvenuto quando aveva appena 9 anni: a seguito di ciò fu affidato alla nonna, in quel momento l'unica persona in grado di garantirgli un minimo di stabilità. Nel 1958 sua madre morì: fu proprio in quel periodo che Jimi ebbe la sua prima chitarra.

La scoperta dello strumento fu per lui come un'illuminazione.

Poco interessato alla scuola, che lascerà prima del diploma, Jimi iniziò a dedicarsi alacremente alla musica: i suoi punti di riferimento furono chitarristi della scena blues di Chicago come Elmore James, Muddy Waters ed Albert King, nonchè leggende del più risalente delta blues, come Robert Johnson e Leadbelly, e del rock and roll, come Chuck Berry.

All'inizio degli anni '60, a causa di alcuni problemi con la legge, si trovò a dover scegliere tra un periodo di reclusione e l'arruolamento: scelta la seconda opzione, Jimi venne arruolato il 31 maggio 1961 nella 101st Airborne Division ed inviato di stanza a Fort Campbell, nel Kentucky, dopo un breve addestramento. Ad ogni modo, la sua avventura nei ranghi militari durò molto poco: i suoi ufficiali, constatata la sua generale indolenza verso gli ordini e la disciplina, si convinsero ben presto a congedarlo dall'esercito.

L'approccio alla scena musicale

Ottenuto il congedo, Jimi si stabilì nelle vicinanze di Clarksville, nel Tennessee, dove formò i King Kasuals con il suo ex commilitone Billy Cox. Il gruppo iniziò ad esibirsi nei locali della zona finchè l'intera formazione non decise di trasferirsi a Nashville. L'attività del gruppo si svolgeva essenzialmente nei locali nella zona di Jefferson Street, tradizionalmente ritenuta il cuore della comunità afroamericana di Nashville e nota per l'intensa scena rhythm and blues che in quel periodo vi si stava sviluppando, risultando un buon viatico per le prime esperienze on the road di Hendrix: il suo inserimento nella scena gli permise, nel Novembre 1962, di partecipare alla sua prima sessione di studio in veste di chitarrista turnista.

Nei tre anni che seguirono Hendrix fece vita errabonda, inserendosi nel giro del cosiddetto Chitlin' Circuit e divenendone presenza fissa mediante un'interminabile serie di esibizioni, tanto in veste di chitarrista dei King Kasuals quanto in gruppi di supporto per un gran numero di musicisti blues, rhythm and blues e soul come Chuck Jackson, Slim Harpo, Tommy Tucker, Sam Cooke, and Jackie Wilson. Il periodo trascorso nel Chitlin'Circuit fu fondamentale per la sua formazione musicale e stilistica: fu proprio in questo contesto che Hendrix definì la sua attitudine e consolidò la sua conoscenza delle radici del blues.

Una volta esaurito quello che - col senno di poi - si rivelò essere il suo periodo di apprendistato, nel tentativo di lasciarsi alle spalle il contesto di razzismo e degrado che aveva trovato nel sud degli States, Hendrix decise di trasferirsi a New York. Nel Gennaio 1964, dunque, il chitarrista di trasferì ad Harlem dove entrò in stretti rapporti con i gemelli Arthur ed Albert Allen (ora noti come Taharqa e Tunde-Ra Aleem). L'amicizia con i gemelli Allen si rivelò presto fondamentale e destinata a durare, come dimostrano alcune collaborazioni nell'ultima parte della carriera di Hendrix all'interno di sue registrazioni (un esempio su tutti può essere considerata Freedom, in cui i gemelli Allen si occuparono dei backing vocals accreditati con il nome di Ghetto Fighters). Altrettanto fondamentale risultò il rapporto con quella che sarebbe poi divenuta la sua ragazza, Lithofayne "Fayne" Pridgeon. Fayne si premurò infatti di fornire ogni tipo di supporto umano e logistico ad Hendrix e si rivelò essenziale anche al suo inserimento nella scena locale grazie alle sue conoscenze dell'ambiente dell'underground musicale di Harlem. Il primo segnale di incoraggiamento fu un riconoscimento ricevuto dall'Apollo Theater in occasione di una rassegna di artisti emergenti tenutasi nel febbraio 1964, rassegna in cui Hendrix primeggiò senza troppe difficoltà.

L'ascesa verso il mainstream

La vera occasione di entrare a contatto con il dorato mondo del mainstream venne proprio nel 1964, quando Hendrix venne reclutato come chitarrista della Isley Brothers' Band per un tour lungo tutti gli Stati Uniti, inclusi i locali del Chitlin' Circuit. Fu proprio durante quel periodo che ebbe occasione di suonare nelle registrazioni in studio per la loro Testify, brano che da li a poco sarebbe diventato un successo radiofonico.

Tra il 1964 ed il 1965 cominciò per Hendrix un'interminabile mordi e fuggi da una band all'altra: a Nashville lasciò gli Isleys Brothers per aggregarsi come chitarrista nel gruppo di Gorgeous George Odell; giunto ad Atlanta si inserì negli Upsetters, allora gruppo di supporto di Little Richard. Nonostante Little Richard fosse a quei tempi uno degli idoli di Hendrix, i due si accapigliarono spesso durante il tour per le ragioni più disparate, ovviamente tutte connesse alla teatralità scenica di Hendrix, mal tollerata dal cantante per ovvi motivi. Per un breve periodo, Hendrix si dissociò dal gruppo di supporto di Richards per seguire in tour Ike and Tina Turner: ma bastarono poche date, infarcite dagli incendiari assoli del chitarrista, per indurre i due artisti a rispedirlo al mittente. Ad ogni modo, l'avventura con la band di spalla a Little Richard si sarebbe conclusa da li a pochi mesi, quando Hendrix venne licenziato per aver perso il tour bus a Washington.

Nel 1965 Hendrix si unì alla band newyorkese dei Curtis Knight and the Squires, dopo aver conosciuto Knight nella hall di uno scalcinato hotel mid-town in cui entrambi avevano trovato alloggio. Seguì un tour di due mesi con i Joey Dee and The Starliters prima di ritornare nuovamente dagli Squires a New York. Finalmente, il 15 ottobre 1965, Hendrix ottenne un contratto discografico della durata di tre anni con Ed Chalpin, un impresario che si impegnò a versargli 1 dollaro e l'1% di royalty sulle registrazioni con Curtis Knight. Anni dopo, nonostante la collaborazione con Chalpin fosse conclusa, il contratto venne impugnato con successo dall'impresario causando non pochi problemi ad Hendrix fino alla sua risoluzione. Durante un breve soggiorno a Vancouver sembra che Hendrix abbia suonato con Bobby Taylor & the Vancouvers, sotto contratto con la Motown, e con Taylor e Tommy Chong (dei Cheech and Chong Fame). Chong, comunque, contesta che tale secondo sodalizio abbia mai avuto luogo e sostiene che la cosa vada attribuita alla tendenza di Taylor nel romanzare i fatti.

Nonostante la dilagante instabilità del periodo, comunque, tutte le errabonde esperienze che lo videro protagonista gli servirono da rodaggio, consentendogli di arricchire ulteriormente il suo già considerevole bagaglio chitarristico.

Nel 1966 Hendrix formò il suo primo gruppo sotto le insegne di Jimmy James and The Blue Flames, con una variegata formazione includente diverse sue conoscenze acquisite al Manny's Music Shop: tra loro vi era un fuggiasco californiano quindicenne chiamato Randy Wolfe. Essendoci due Randy nel gruppo, Hendrix risolse la questione ribattezzando Wolfe Randy California e l'altro Randy Texas. Randy California sarebbe in seguito divenuto co-fondatore degli Spirit assieme a Ed Cassidy.

Hendrix ed il suo nuovo gruppo richiamarono facilmente l'attenzione di una New York ancora troppo distante dai suoni e dagli umori della rivoluzione culturale e musicale che stava per esplodere sulla costa opposta degli States: fu durante le esibizioni al Cafe Wha? sulla MacDougal Street nel Greenwich Village, che Hendrix conobbe la cantante e chitarrista Ellen McIlwaine ed il chitarrista Jeff "Skunk" Baxter. Fondamentale, nel medesimo periodo, la conoscenza con Frank Zappa: leggenda vuole che fu proprio Zappa ad istruire Hendrix sulle prospettive offerte da un effetto per chitarra di nuova produzione, destinato a diventare famoso; il wah-wah.

THE JIMI HENDRIX EXPERIENCE


Il 1966 fu l'anno della svolta per Hendrix. Durante una serata al Cheetah Club, sulla West 21st Street, il chitarrista fece la conoscenza della ragazza di Keith Richards, Linda Keith: i due strinsero subito amicizia e Linda si prodigò per fargli conoscere l'allora manager dei Rolling Stones Andrew Loog Oldham ed il produttore Seymour Stein. Nessuno dei due ricavò alcuna impressione positiva dall'incontro e - con grande delusione di Hendrix - ogni prospettiva di inserimento sfumò. Senza perdersi d'animo la ragazza insistette per presentarlo a Chas Chandler, all'epoca ancora bassista degli Animals. L'incontro, stavolta, fu fruttuoso. In quel periodo Chandler si trovava prossimo a concludere il suo sodalizio con gli Animals ed era in cerca di spunti per ridefinire la propria posizione come produttore e manager: dopo un breve confronto, Chandler realizzò che Hendrix aveva floride prospettive davanti a se e si convinse del fatto che una versione di un blues di Billy Roberts, Hey Joe, proposta secondo il piglio aggressivo che il chitarrista gli aveva illustrato, poteva diventare un ottimo singolo di lancio.

Hendrix si adoperò di buon grado per elaborare una sua versione di Hey Joe; il risultato entusiasmò Chandler al punto da indurlo trascinare il chitarrista a Londra per metterlo sotto contratto con il supporto del manager uscente degli Animals, Michael Jeffery. Il passo successivo doveva essere quello di affiancargli dei musicisti adeguati al nuovo sound che aveva in mente: dopo alcune audizioni si decise di strutturare la formazione sul modello del power-trio (all'epoca molto in auge, visto anche il successo dei neonati Cream) e gli strumentisti scelti allo scopo, entrambi inglesi, furono il chitarrista Noel Redding, delegato al basso, e l'estroso batterista Mitch Mitchell.

Era nata la Jimi Hendrix Experience.

La pasta sonora del trio si rivelò una novità assoluta: sin dalle primissime esibizioni in Europa le visionarie bordate sonore di Hendrix, sostenute dal drumming furioso di Mitchell e dalle linee essenziali del basso di Redding, crearono enorme impressione nel mondo musicale londinese, dando vita ad un passaggio di voce senza precedenti tra gli artisti ed i gruppi che animavano la scena del periodo. La selvaggia attitudine live del chitarrista lasciò allibiti anche strumentisti affermati come Eric Clapton e Jeff Beck, e l'aura che lo accompagnava gli permise ben presto di entrare nel salotto buono della musica dell'epoca, al punto che gli Who si adoperarono affinchè Hendrix accettasse una proposta dalla loro discografica di riferimento, la Track Records.

Il primo brano ad essere dato alle stampe su 45 giri fu proprio Hey Joe, rimaneggiato rispetto alle iniziali intenzioni dopo l'uscita della versione del cantante folk Tim Rose ma comunque adeguato allo stile di Hendrix. Sul lato B del singolo trovò spazio Stone Free, un blues rauco ed allucinato scelto tra le sue prime composizioni. La risposta di vendite fu notevole e venne confermata dai due singoli che seguirono, Purple Haze e The Wind Cries Mary: i brani in questione divennero colonne portanti degli incediari live acts del gruppo, affiancate da riletture fortemente rivitalizzate di classici del blues come Killing Floor di Howlin' Wolf (usualmente deputato a brano di apertura dei concerti) e Rock Me Baby di B.B. King.

La consacrazione statunitense al Monterey Pop Festival

Are You Experienced? ebbe un ottima risposta di vendite nel vecchio continente, interrompendo la propria ascesa al secondo posto nella classifica UK dietro Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles: la Experience però era in cerca dell'occasione giusta per sfondare negli States, dove era ancora sconosciuta.

L'occasione si presentò nel giugno del 1967, quando il gruppo venne invitato - dietro intercessione di Paul McCartney - alla storica edizione del Monterey International Pop Festival tenutasi il 16, 17 e 18 giugno di quell'anno e generalmente ritenuta l'evento di partenza della cosiddetta lunga estate dell'amore. L'opportunità si rivelò estremamente favorevole per Hendrix: oltre alla vastissima risonanza che l'evento ebbe in tutti gli Stati Uniti, la sua performance sarebbe stata immortalata nel documentario che sarebbe stato ricavato dal festival. La Experience non si lasciò sfuggire l'occasione e si produsse in una delle esibizioni più acclamate del festival, oltre che tra le migliori della sua intera epopea live; nei 40 minuti dell'esibizione Hendrix sollecitò la sua Stratocaster in un modo fino ad allora inaudito arrivando a mimarvi rapporti sessuali, suonandola con i denti, dietro la schiena, contro l'asta del microfono e contro l'amplificazione. Al termine dell'esibizione, per sottolineare la sua spasmodica necessità di estrarre nuove sonorità dallo strumento, le diede fuoco con del liquido per accendini e la distrusse contro palco ed amplificatori in una catarsi di feedbacks lancinanti.

I resti della chitarra che Hendrix distrusse quella sera furono recuperati e sono attualmente esposti all'Experience Music Project di Seattle.

La selvaggia performance sonora del trio ebbe grandissima eco in tutti gli Stati Uniti, preparando il terreno al successo che avrebbe accolto tanto le esibizioni live del chitarrista quanto le sue uscite discografiche.

Woodstock e la nuova formazione

Il festival di Woodstock del 1969 fu sicuramente uno degli eventi più rappresentativi per l'intero immaginario collettivo correlato alla musica degli anni '60 ed al movimento flower power. In tale contesto, la performance di Jimi Hendrix divenne un vero e proprio simbolo del festival stesso oltre che del pensiero pacifista di quegli anni. L'esibizione del chitarrista era stata programmata in chiusura della rassegna, la sera del 18 agosto 1969, terzo ed ultimo di quei three days of peace, love and music: a causa dei problemi tecnici e logistici che si verificarono, non ultimo il violento acquazzone che si abbattè sulla zona a metà del secondo giorno, la sua performance dovette essere procrastinata al mattino del giorno successivo. L'enorme folla dei tre giorni precedenti (oltre 500.000 spettatori paganti) si era considerevolmente ridotta ed Hendrix chiuse il festival davanti ad un'udienza - senz'altro rispettabile ma decisamente inferiore alle aspettative - di circa 180.000 spettatori, esausti ed in molti casi persino svagati.

Il chitarrista si presentò sul palco con una formazione espansa, introdotta dallo speaker come Jimi Hendrix Experience ma prontamente ripresentata dallo stesso Hendrix come Gipsy Sun And Rainbows: ne seguì una esibizione di due ore - tra le più lunghe in assoluto della sua carriera - buona ma non eccellente, anche a causa dell'ancora scarsa armonia con il resto della band, dell'insufficiente soundcheck e di alcuni problemi tecnici connessi all'impianto microfonico.

Quello che più rilevò, ad ogni modo, in quella storica esibizione, fu la celeberrima trasfigurazione chitarristica operata sul tema di The Star-Spangled Banner, inno degli Stati Uniti D'America: Hendrix si accanì sul tema dell'inno in maniera selvaggia, intervallandolo con feroci simulazioni sonore dei bombardamenti e dei mitragliamenti sui villaggi del Vietnam, sirene di contraerea ed altri rumori di battaglia, il tutto avvalendosi della sua sola chitarra.

Nella realtà dei fatti, rimane tuttora estremamente controverso il significato che Hendrix volle attribuire a quel modo di proporre l'inno nazionale statunitense. Seppure la sua ragion d'essere sia piuttosto chiara, c'è da dire che già da un anno tale versione di The Star Spangled Banner veniva eseguita dal vivo e lo stesso Hendrix è sempre stato piuttosto sibillino sul tema: in una intervista a ridosso al festival di Woodstock il chitarrista si dichiarò disinteressato alle questioni politiche, e ad una domanda più precisa - rivoltagli al Dick Cavett's Show - sul perchè della sua resa così poco ortodossa dell'inno americano rispose candidamente "penso che sia meraviglioso suonarlo così".

Neppure è vero però, come alcuni hanno voluto insinuare, che Hendrix fosse addirittura favorevole all'intervento in Vietnam: oltre alla fin troppo eloquente trasfigurazione di Woodstock dell'inno americano, va anche considerato che il brano Machine Gun, contenuto nel suo ultimo LP Band Of Gypsys, è un'esplicita canzone di protesta contro la guerra.

Il Festival dell'Isola di Wight e la morte

Il 30 Agosto 1970 Hendrix si esibì in una arrancante performance allo storico Festival dell'Isola di Wight: i nastri dell'esibizione sarebbero stati pubblicati ufficialmente soltanto trent'anni dopo.

Subito dopo vennero programmate diverse date lungo l'Europa per poter giustificare le consistenti spese sostenute dal chitarrista per mettere in sesto il suo avveneristico studio di registrazione e per le programmate registrazioni del suo nuovo album, provvisoriamente intitolato First Rays Of New Rising Sun. Il bisogno economico alla base del tour non depose bene per l'atmosfera generale: a peggiorare le cose si aggiunse il crescente stato di alterazione di Hendrix, spesso pregiudizievole per la qualità delle sue esibizioni live, e la crescente conflittualità col pubblico, raramente appagato dalle oniriche proiezioni musicali che il chitarrista operava durante le sue esibizioni.

Il 6 settembre 1970 al Festival di Fehmarn in Germania, in quella che sarebbe stata la sua ultima esibizione dal vivo, Hendrix venne accolto da una salva di fischi e contestazioni da parte del pubblico: deluso e confuso, si ritirò in riflessione a Londra dove venne raggiunto da molti dei suoi amici - tra cui Chas Chandler ed Eric Burdon - che tentarono per l'ennesima volta di dissuaderlo dal suo sodalizio col manager Michael Jeffery.

La mattina del 18 settembre 1970, Hendrix venne trovato morto nell'appartamento che aveva affittato al Samarkand Hotel, al 22 di Landsdowne Crescent.

A tuttora, non vi è una versione certa della morte del chitarrista. La versione più diffusa, messa in circolo dalla sua ragazza tedesca Monika Dannermann, presente nella stanza al momento del fatto, racconta di come Hendrix sia soffocato nel suo vomito dopo un improvvido cocktail di alcool e tranquillanti; a parte la causa della morte, le versioni fornite dalla ragazza risultano difformi da intervista ad intervista: non è chiaro se il chitarrista sia morto nottetempo, come asserito dalla polizia, o se fosse ancora vivo all'arrivo dell'ambulanza e sia soffocato durante il trasporto in ospedale a causa del sopraggiungere di vomito in assenza di un supporto sotto la sua testa.

Non appena la notizia della morte del chitarrista si diffuse, il suo appartamento divenne oggetto di saccheggio da parte di sciacalli in cerca di cimeli ed oggetti che gli erano appartenuti.

Il disco che aveva in preparazione venne pubblicato solo parzialmente nel 1971 con il titolo di Cry Of Love e raggiunse la terza posizione della classifica Billboard: le registrazioni resteranno in circolazione in tale forma provvisoria fino al 1997, quando tutte le tracce vennero ordinatamente ed interamente ripubblicate con il titolo originario di First Rays Of New Rising Sun.

EREDITA'



Lo stile e l'aspetto di Hendrix fecero da subito scalpore nel periodo in cui calcò le scene: il suo aspetto selvaggio e la sua furiosa attitudine chitarristica divennero proverbiali fino al punto di farlo diventare una vera e propria icona.

L'influenza di Hendrix è riscontrabile in gran parte delle caratteristiche e dei canoni che sono alla base della chitarra elettrica moderna; fu uno dei primissimi chitarristi a servirsi della distorsione - sotto forma di fuzz - ed a conferire una vera e propria dignità melodica al feedback, ritenuto fino ad allora una fastidiosa controindicazione del cosiddetto effetto-innesco dei pickups della chitarra. A lui sono anche riconducibili tra i primissimi e più creativi usi del pedale wah-wah.

Oltre ad essere stato, assieme ad alcune band contemporanee come Who e Cream, tra gli antesignani dell'hard rock basato sul blues, si ritiene che Hendrix abbia dato anche un notevole contributo alla musica funk, in particolare alla sua variante funk rock.

La Fender Stratocaster

La chitarra elettrica immediatamente associata ad Hendrix - nell'immaginario collettivo - è senza dubbio la Fender Stratocaster. I colori più ricorrenti tra i suoi modelli erano l'olimpic white, il nero ed il classico sunburst, le cui sfumature virano dal nero al tabacco. La Stratocaster data alle fiamme al Monterey Pop Festival, originalmente rosso fiesta red, era stata dipinta di sua mano con motivi psichedelici. Ad ogni modo, Hendrix non ebbe rapporti diretti con le case chitarristiche al fine di ottenere dei prodotti personalizzati di liuteria: tutte le sue chitarre erano modelli di serie, acquistati in comuni negozi ed autonomamente modificate.

I primi modelli di Stratocaster usati da Hendrix risalgono al 1965, periodo in cui Leo Fender vendette l'azienda alla CBS: tali modelli presentano la paletta estesa con logo tipo 'Transition' e tastiera in palissandro. Successivamente userà esemplari di annata 1966, 1967, 1968, 1969 e 1970, sempre con paletta a falda ampia, black logo e tastiera in acero tipo maple board. Pur essendo mancino Hendrix utilizzava rigorosamente modelli standard, adattati ad essere suonati con la mano sinistra invertendo semplicemente le corde e l'attacco superiore della tracolla.

Per quanto riguarda il tremolo, le sue chitarre montavano sempre 5 molle in modo tale da conferire maggiore stabilità all'accordatura. Rilevanti sono altresì i dettagli relativi all'accordatura: dal secondo disco in poi Hendrix si avvarrà di accordature impostate un semitono o un tono sotto il normale al fine di facilitare il bending ed il canto.

Altri modelli di chitarre da lui usati, sebbene più raramente, furono la Gibson Flying V, la Gibson SG e persino la Gibson Les Paul, tradizionalmente ritenuto modello antagonista par excellence della Fender Stratocaster.

fonte: Wikipedia

Rock n' Roll
 
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francyf94
CAT_IMG Posted on 22/4/2008, 14:18P_QUOTE

Utente cancellato






formidabile chitarrista!!!
 
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Stevie Ray Vaughan jr
CAT_IMG Posted on 9/5/2008, 21:29P_QUOTE

Utente cancellato






bè pensare che prima che io iniziassi a suonare, non mi piaceva proprio! :[2]: Poi che dire... calcolate che adesso mi ritrovo con la mia band a fare sue cover... rendo l'idea?! Comunque, possedendo anche uno dei libri che raccontino la sua biografia e carriera, posso consigliare a tutti di leggerla con attenzione... assicuro che c'è da imparare molto...
 
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CAT_IMG Posted on 9/5/2008, 22:44P_QUOTE
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musicista mitico

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Posts: 3134


Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/11/2009, 20:01


cavoli SRV! Mi sa che sei l'utente, anzi, mod in prova e presto moderatore, più blueseggiante di tutto il forum! complimenti bluesman!

Rock n' Roll
 
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Stevie Ray Vaughan jr
CAT_IMG Posted on 9/5/2008, 22:54P_QUOTE

Utente cancellato






CITAZIONE (lollo sg @ 9/5/2008, 23:44)
cavoli SRV! Mi sa che sei l'utente, anzi, mod in prova e presto moderatore, più blueseggiante di tutto il forum! complimenti bluesman!

bè grazie per il complimento anche se mi sento molto texano... ho le pentatoniche che mi circolano in vena...
 
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CAT_IMG Posted on 30/9/2008, 16:10P_QUOTE
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musicista esperto

Group: rocker
Posts: 1419
Location: verona


Status: Offline: ultima azione eseguita il 28/11/2009, 14:23


CITAZIONE (francyf94 @ 22/4/2008, 15:18)
formidabile chitarrista!!!

QUOTO!!! hai ragione!!
un papà di un mio amico è un suo grande fan (non che io non lo sia, eh) ed ha un suo mega poster in camera!!!!!

i'm TNT!!
 
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CAT_IMG Posted on 22/6/2009, 12:57P_QUOTE
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musicista abbastanza esperto

Group: Member
Posts: 875


Status: Offline: ultima azione eseguita il 28/11/2009, 18:43


Io ho un libro su il buon vecchio Jimi Hendrix
scritto da Mitch Mitchell il suo batterista.
Jimi è e resterà sempre il chitarrista più formidabile della storia.

Anche a me piace particolarmente il rock blues
SONO UN SUPER FAN DEI MITICI LED ZEPPELIN

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LONG LIFE LED ZEPPELIN!!!


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John Bonham the best DRUMMER for EVER!!!

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Jimi Hendrix

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6 replies since 22/4/2008, 14:08
 
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